Il parlamento della Napolitania deciderà quali e quante tasse mettere, facendo in modo che tutto il ricavato resti nella Macroregione. Tutti i forestieri che avranno una o più succursali delle aziende nel territorio Napolitano pagheranno le tasse sugli utili alla macroregione Napolitania. Il tetto massimo d’imposta sui proventi di attività o sugli stipendi non deve superare il 5% compreso i forestieri che risiedono da almeno cinque anni nel territorio. I forestieri non residenti titolari o soci d’imprese con sedi o succursali in Napoliania pagheranno il 10% dei ricavi.
Si dovrà creare una banca pubblica di cui tutti i Napolitani ne saranno comproprietari, il "Banco della Napolitania” con sede a Napoli e con filiali e sportelli su tutto il territorio. Questo istituto finanzierà le attività dei soli imprenditori nati in Napolitania, oppure di aspiranti imprenditori che abbiano la stessa caratteristica. I tassi e le condizioni dei prestiti dovranno essere agevolati. Il banco avrà anche importanti funzioni come traino dell’economia.
La macroregione tramite il “Banco della Napolitania” emetterà una moneta che avrà corso legale in Napolitania insieme all’euro. Essendo la banca centrale della macroregione di proprietà popolare ogni volta che emetterà moneta il suo valore complessivo in pratica sarà accreditato a tutti i Napolitani. La moneta emessa dal “Banco della Napolitania” potrebbe essere il Tornese ed il suo cambio con l’euro sarà fisso con la possibilità di variare il cambio ogni cinque anni.
Per le merci circolanti in Napolitania si applicherà l’I.V.A. differenziata. Quelle prodotte in Napolitania da imprese con sede e proprietari nati tutti nel territorio della macroregione pagheranno l’I.V.A. del 2%, le mercanzie prodotte da ditte con sede centrale in Napolitania e vari imprenditori nati per lo più in Napolitania pagheranno un’I.V.A. del 5%; il 10% per tutte le altre merci.
La bandiera dell’antico Regno delle Due Sicilie, ovvero quella usata dopo il 1740, sarà la bandiera della macroregione. Essa dovrà essere issata sui pennoni di tutti gli edifici pubblici, scuole e monumenti compresi, dovrà essere posta nei pubblici uffici nelle aule scolastiche ed universitarie. La bandiera potrà essere esposta da sola o affiancandola a quella italiana.
In tutto il territorio della macroregione deve essere adottato il Napoletano come lingua ufficiale da affiancare all'italiano. Il Napoletano deve essere insegnato in tutte le scuole dagli asili alle università.
La macroregione Napolitania avrà il suo inno. Questo potrebbe essere quello di Giovanni Paisiello che compose nel 1787 per le Due Sicilie su commissione di Ferdinando IV. Andrebbe però modificato il testo con parole più attuali rispetto a quelle che aveva nel XVIII secolo. L’inno della macroregione sarà usato in tutte le cerimonie ufficiali sostituendolo a quello di Mameli. Sarà invece affiancato a quello di Mameli solo in occasioni in cui saranno presenti autorità del governo centrale italiano.
La Napolitania prenderà sotto il suo completo controllo tutti i parchi nazionali, regionali, riserve di protezione dello stato, che attualmente possiede e gestisce il governo italiano ed altre aree naturalistiche gestite da enti o da associazioni o da privati; comprando se necessario le aree non in possesso di enti pubblici. Con apposita legge il parlamento macroregionale disporrà la creazione di una rete di corridoi naturalistici per collegare le varie aree protette allo scopo di consentire la variabilità genetica delle popolazioni animali. Tutto questo patrimonio naturalistico verrà protetto, valorizzato e utilizzato in maniera compatibile alle esigenze di conservazione della natura per scopi turistici.
La Napolitania valorizzerà, tutelerà, e restaurerà il patrimonio architettonico e archeologico. Questa opera ha due finalità: una morale e una economica. La conservazione delle antiche vestigia e la conoscenza della nostra storia a tutti i Napolitani, mostrando l’operosità e le qualità dei nostri avi e additarle come esempio per il futuro e come fattore d’orgoglio della grandezza delle Nazione Napoletana al cospetto delle altre popolazioni, questa è la finalità morale: la più importante e nobile. Il nostro patrimonio architettonico e monumentale è pari ad un terzo di quello di tutta la Terra ed è molto oneroso perseguire gli scopi su citati, “senza sorde nun se cantano messe”, è importante valorizzare ogni singolo monumento e usare i proventi ottenuti dalle visite guidate, per il loro restauro e manutenzione. I visitatori nati in Napolitania pagheranno sempre la metà di quello che pagherebbero i forestieri, questo allo scopo di favorire la conoscenza del nostro patrimonio architettonico e archeologico; è indispensabile conoscere quello che si possiede per poterlo tutelare.
Joseph Epomeo
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