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Un male incurabile

di Joseph Epomeo

10 giugno 2007: il Napoli ritorna in serie A dopo 6 anni di assenza, al termine di un campionato condotto meritatamente al vertice, con una compagine che era tra le migliori della categoria.

Sei anni in cui il Napoli non ha incontrato le milanesi e cinque anni senza incontrare la Juventus. Ritornando in serie A tornano per gli azzurri questi incontri con le tre squadre settentrionali che hanno preso più scudetti.

Molti avevano nostalgia di questi incontri sia al San Paolo che a Milano e Torino. Il sottoscritto no!

Non c’è niente di cui essere contento nell’attendere queste gare. Le vicende di Juventus, Milan  e Intrer sono fatte di scorrettezze sportive e amministrative, molte delle quali non hanno scontato condanne a causa di processi che sono stati manovrati o si sono conclusi dopo i termini di prescrizione.

Le poche condanne sono state meno severe del dovuto, ma comunque infamanti: Milan condannato in B nel 1980 e Juventus condannata alla serie B con penalizzazione nel 2006. Ancora Milan condannato a 30 punti per il campionato 2005-06 e a 8 punti di penalizzazione nel campionato 2006-07.

I nerazzurri non hanno niente di cui essere fieri tranne il fatto che finora l’hanno passata liscia. Questo accadeva anche ai bianconeri fino all’estate 2006. Ricordiamo lo scandalo dei passaporti falsi del 2001 in cui l’Inter e i suoi dirigenti non scontarono alcuna condanna. Una scorrettezza non solo sul piano sportivo, che meritava sanzioni esemplari sia per la squadra in campo di giustizia sportiva, sia per i suoi dirigenti in sede penale. Ora l’Inter è indagata per falso in bilancio. Un reato che le ha consentito di iscriversi al campionato di serie A 2005-06, mentre per regola avrebbe dovuto iscriversi a un torneo inferiore. Quest’ultimo reato ha la stessa gravità di quello della falsificazione del passaporto di Recoba. In entrambi i casi, passaporto falso e falso in bilancio, la condanna giusta per l’Inter sarebbe la serie B.

Juventus, Inter e Milan, tre squadre del nord, profondo nord, che di sportivo non hanno niente, anzi dovrebbero essere considerate il cancro del calcio italiano ed europeo.

Ecco perché non ho avuto nostalgia degli incontri del Napoli contro queste tre “squadre”.

Non ritengo sia il caso di andare allo stadio a vedere il Napoli che affronta una delle tre striate perché non è una partita di calcio; è peggio di una commediuccia d’avanspettacolo, (con tutto il rispetto per gli artisti che vi recitano).

La domenica vedersi le trasmissioni sportive che trattano ufficialmente dei campionati di A e B è una perdita di tempo, è un comportamento da masochisti per i tifosi non juventini, interisti e milanisti. Queste trasmissioni di fatto sono una vera macchina di propaganda per le false imprese delle tre striate. Il 90% del loro spazio è riservato ai servizi delle loro partite. Alle altre 17 squadre ed alle partite rimanenti viene a malapena riservato il 10% di spazio.

Sarebbe auspicabile uno sciopero dei tifosi delle altre 17 squadre di serie A da concretizzarsi nel non recarsi allo stadio quando la loro squadra ospita Juve, Inter e Milan. Per compensare i tre mancati incassi si potrebbe riempire gli stadi recandosi agli  incontri con le altre squadre. Un Napoli-Palermo, ad esempio, è un evento mille volte più sportivo.

Non seguire trasmissioni sportive. Basta guardare i gol del Napoli sul TG3 Campania.

Finché il calcio italiano non si sbarazzerà delle tre striate, non potrà godere della credibilità di un gioco onesto e pulito.

Qualora non ci sarà la volontà politica di fare questo, sarebbe giusto che le squadre del Sud, ovvero i territori del ex Regno delle Due Sicilie, organizzino una loro federazione con campionati, dalla serie A fino a quelli minori e la Coppa delle Due Sicilie. Potremmo avere così un torneo onesto, pulito e soprattutto Nostro, dove un Napoli-Palermo varrebbe quanto un Real Madrid-Barcellona nella liga.








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