Desidero ringraziare Franco Tassone e il giornalista Ricci per l’intervista sull’ultimo libro di Nicola Zitara, “L’invenzione del Mezzogiorno, una storia finanziaria”, pubblicato postumo. Come compagna di battaglie politiche e correttrice dei suoi scritti, in ultimo come interlocutrice e come moglie, è mio desiderio precisare alcuni punti che non rispecchiano fedelmente il pensiero di Zitara. Nicola Zitara si è allontanato dal Movimento Meridionale e dai “Quaderni Calabresi” proprio per l’inconciliabilità delle vedute sul futuro del Meridione, che secondo l’Autore non può coesistere con lo stato unitario. Il tema è stato fondato già nel lontano 1971, ora bisogna risolverlo. Zitara era una persona di grande vigore intellettuale e certamente non avrebbe lasciato passare i festeggiamenti del centocinquantenario senza azioni di pubblico dissenso, anche molto vistose. Zitara non avrebbe mai detto “fratelli italiani”, avendo per noi del Sud coniato il termine “Italici”. Da ultimo il fenomeno del brigantaggio postunitario non è mai stato assimilato da Zitara a quello della moderna criminalità organizzata. Tali fenomeni, seppur storicamente legati, sono fatti economici distinti. Come tali Zitara si è sempre impegnato a trattarli, avendo anche scritto un breve saggio, pubblicato dall’Associazione Culturale “Due Sicilie” di Gioiosa Ionica, dal titolo “Alle origini del brigantaggio separatista” in cui si evidenziano molti abusati clichè sulla malavita organizzata.
Per maggiori delucidazioni si possono consultare i seguenti link:
http://www.eleaml.org/nicola/storia/squitieri_gioiosa.html (brigantaggio)
e consultare l’articolo “Il sistema di potere in Meridione, dai galantuomini alla classe infame” «Indipendenza» nuova serie, anno I, n°2 luglio/agosto ’97, o ancora il testo “La mafia”, pubblicato su «Cotrone Informa», n° 66, Novembre/Dicembre 2001.
Per quanto riguarda la sua logica separatista si può
consultare la sua varia opera, a partire da “Negare
Antonia Capria Zitara
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